Ciao Alexa,
sei il mio mito personale lo sai? Da quando ho scoperto il tuo blog lo leggo ogni volta che posso. Mi sento molto onorato di poter condividere la mia storia con te, e proprio di storia si tratta perchè la dipendenza dal cibo e dai modelli estetici ti allunga la vita storica, ma non quella fisica (quella semmai te l'accorcia). Infatti ti guardi indietro e pensi di aver vissuto talmente tanto, di aver combattuto tante battaglie che quasi la tua lotta alimentare sembra avere una storia tutta sua, scissa dalla tua vita lavorativa, affettiva o familiare. Ti avverto, parlare di me mi prende la mano, quindi potrebbe risultare più lunga del dovuto questa storia, ma corta o breve che sia l’importante è che abbia un lieto fine, e questa ce l’ha.
Ma cominciamo con ordine (almeno nel racconto). Mi chiamo Fabio (è il mio vero nome, non nascondo nulla, basta il mio guardaroba quasi esclusivamente nero a far capire quanto ci si nasconde… Dio quanto lo odio il nero “che sfina”) ho 25 anni, sono nato in un paesino vicino Rieti, e se il tuo è Heidilandia il mio è Petarlandia se non Nonnolandia.
Adesso studio e lavoro a Bologna, la scelta migliore che abbia mai fatto.
Lo direste che da bambino ero magro come un chiodo? Certo che sì, la maggior parte degli obesi da piccolo era magro, come non perdono occasione di ricordare le madri.
Ho cominciato con il nuoto da quando avevo 8 anni, poi a 13 anni sono ingrassato, ho messo su pancia e fianchi e i bambini ridevano e così ho smesso. In quegli anni non mi pesavo un granchè, ma ero grasso, non obeso, ma pesantemente in soprappeso (bel gioco di parole) con una bella panza da pensionato come bagaglio a mano.
Quindi non so dire la mia vita in relazione al peso prima dei 18 anni, se non qualche battuta indelebile di una prof “Speriamo che te sciupi co l’estate”, oppure “Che panzetta che ha remissu Fabbio… o vè?” (traduzione “che panzetta che ha messo su Fabio, vedete?” sempre perché esiste la Valle d’Aosta come dice Costanzo).
Quando ho cambiato vita qui a Bologna a 19 anni ho scoperto il McDonald’s (o Merdonalds come diceva un mio caro amico). Sono arrivato a pesare 95 kili (non ho detto che sono alto 1,70). Ovviamente ero più che ridicolo, mangiavo lì tutti i giorni un Menu Maxi+un panino extra (per approfondimenti guardatevi Supersize me – Mettetemi all’ingrasso). Quella robaccia è così buona, difficile smettere, è una droga… nessuna novità ragazzi: il cibo è una droga. (già comincio con le divagazioni…)
A che punto siamo? Ah sì siamo all’incirca ad Agosto 2000. Un secolo fa. Non mi cagava nessuno ed ero diventato il simpaticone del mio nuovo gruppo di amici universitari. Il bello è che quel ruolo non lo hai perché lo hai meritato ma è il Mongolino d’Oro dei ciccioni, visto che non sono “il Belloccio del Gruppo”, “l’Alternativo”, “il Secchione” (altro ruolo assegnato ad honorem ai cicci).
Allora cosa ho fatto, vi chiederete… smetto di essere simpatico. Neanche per sogno, allora mi sparo. No, semplicemente smetto di mangiare al McDonald’s. E che mangio? Cinese, sta sotto casa, costa poco, ed è una cosa nuova. Per circa sei mesi non ho mangiato al Mc, mi sono ingozzato di riso cantonese, e ovviamente ho fatto nuove conoscenze.
Al capodanno del 2001 pesavo poco meno di 80 kili, ma il vuoto in me era abbastanza incolmabile, perché mi sentivo un po’ solo e pensavo: “Cazzo, sono dimagrito e non rimorchio?” (Ah! Dimenticavo, sono gay, piccolo dettaglio…chi si sente offeso può smettere di leggere qui, me ne ero dimenticato, per un secondo, sempre perché il proprio excursus alimentare segue una storia staccata). Facendola breve, a febbraio 2001, conosco quello che poi sarebbe diventato il mio attuale compagno. 17 anni più grande di me, (dice non sarà magro ma almeno è giovane… ) soprappeso anche lui.
In quel periodo ricomincio a dimagrire, lui si prende a cuore la mia salute, mi costringe a riprendere nuoto (nel frattempo ero diventato – e sono tuttora – l’anti-sport per eccellenza) mi fa mangiare petti di pollo e insalata a cena (io manco mi accorgo del sacrificio… ebbene sì, l’amore fa anche questo effetto). Arrivo a pesare il mio record storico, 73.5 kili! (Ma la panza è sempre lì) Però sembravo magro. Certo Heidi Klum avrebbe da ridire in proposito, quando peserò 52 kili (di conseguenza sarò morto almeno da 5 anni, a seconda del mio stato di decomposizione) tornerò di notte come fantasma a ingozzarla nel sonno.
Allora per far sparire la pancia mi iscrivo in palestra e qui conosco il mio primo oracolo: la DIETOLOGA.
Mi dice “E’ allergico a qualcosa?”
Io “no, digerisco tutto sono una betoniera…” ,
Lei“Impossibile se ingrassa è allergico, le faccio il test delle allergie…”
Tira fuori il suo kit, che assomiglia tanto a quello per mescolare i profumi che usa mia cugina di 10 anni, e comincia a benedirmi con queste gocce colorate e io prego visto che ci sono.
Il responso? Sono allergico a tutto. Via il pomodoro, le uova, olio, pane e pasta di grano duro, mangi solo pane di farro (schifoso, lo davamo ai maiali a Peterlandia) oppure IL PANE DI KAMUT. Piccola parentesi: il pane di kamut è buono, per carità, solo che costa come il caviale, non ti danno dei filoncini di danno dei lingotti. Adesso non voglio dire che era d’accordo con il rivenditore, però stranamente questo era l’unico della lista di posti che mi aveva fornito. Vabbè.
Seguo la dieta, dilapido il mio patrimonio, mangio come un nigeriano e… ingrasso. Ci credete che a mangiare quella roba ti viene ancora più fame e il clown del McDonald’s mi ha suonato alla porta e mi ha detto “ A Fà, ma che stai a fa? Se devi ingrassà vieni con me… ti porterò lontano perché, la vita è così bella lo sai, che vedrai…. Ingrasserai ma almeno sei felice come me che sono ricco, che poi è la stessa cosa no?”.
Che succede? Che ingrasso davvero. Aggiungi stress, licenziamento, depressione e nel 2003 peso di nuovo 97 kili.
Che si fa? Dietologo ovviamente. Ne conosco uno bravissimo si chiama (non scherzo) Porcheddu. Quanto prende? 35 euro a visita. Conosco uno che ci è andato che ha perso 30 kili (e poi vai a scoprire che questo fa il muratore esattamente da quando ha cominciato la dieta, prima era disoccupato, vabbè…)
Ma quale magia dietologica ci sciorinerà di fronte ai nostri increduli grassi occhi? La DIETA IPERPROTEICA. Mangi uova carne e yogurt per 6 giorni il settimo una pizza e vedrai che dimagrisci. Non serve nemmeno che fai sport, anzi non voglio che lo fai.
Mi ingozzo di yogurt vitasnella, fiocchi di latte, prosciutto, uova e braciole per mesi, ovviamente non è una sola pizza la domenica, è il Carboidrati Day. Si dimagrisce, sì certo 17 kili in 6 mesi, ma non vi dico quante volte sono corso in rosticceria e mi sono pappato 20 olive ascolane, 4 tranci di pizza, 6 crocchette al forno e 10 fritte, 2 etti di patate al forno (ebbene sì nello stomaco ci sta tutta sta roba e anche di più). O magari si fa una capatina alla nuova piadineria alle 4 del pomeriggio in preda ai morsi della fame e ti mangi una piadina stracchino e prosciutto, una con hamburger e patate (Dio quanto era buona) e una con cotoletta patate e formaggio. La prima spariva nel tragitto dalla piadineria a casa, così come succedeva alle malcapitate olive ascolane. Però alternavo periodi di grassa a 4 giorni di pseudodigiuno (ho la nausea tutt’ora dello yogurt). E’ un trucco vecchio no? So di parlare con persone che sanno cosa vuol dire fare le finte e raccontarsela e raccontarla soprattutto.
Come finisce? Che perdo sti 17 kili, e poi smetto il dietologo, cattivo tra le altre cose. Anzi, apro una piccola parentesi dei miei personali 10 indizi che ti dicono che non è un bravo dietologo, per esperienza personale:
1) 1) Se non ha una laurea appesa nello studio, non è un medico, e tutti quegli pseudodiplomi o attestati di partecipazione non fanno di lui un laureato, anche se ha un armadietto pieno di medicinali e uno stetoscopio al collo, soprattutto se ha solo quello addosso (cito Luttazzi)
2) 2) Se riceve in casa, in una stanza attrezzata a duopo, e come sala d’attesa hai il salotto dei suoi con le copie di famiglia cristiana da leggere e il vecchio padre che ciondola in giro in ciabatte, cattivo segno
3) 3) Se vi riceve con un amica e prende la parcella uguale, ma impiegando cmq mezz’ora, quantomeno non è onesto
4) 4) Se ricicla gli elettrodi per la misurazione del BMI e le percentuali di massa grassa/magra/acqua, non solo è taccagno ma è anche poco serio
5) 5) Se vi consiglia l’agopuntura, non è serio
6) 6) Se mentre vi visita ascolta i Cugini di Campagna non è serio (con tutto il rispetto per i Cuginoni)
7) 7) Se vi da degli integratori alimentari dubitate! Una dieta seria deve avere il giusto apporto di tutti gli alimenti ed elementi, Dieta, viene dal greco, significa REGOLA, si tratta di rieducazione alimentare, non di un trucco, mangiare tanto e male è una malattia, non è uno stile di vita che si può “trovare il modo” di far coesistere con la propria salute. E’ dura da accettare, lo so.
8) 8) Collegandomi alla 7, ricordate che se si deve acquisire una giusta regola di vita sono aboliti tutti gli alimenti che nn puoi mangiare per tutta la vita come il pane di kamut o i fiocchi di latte, una dieta deve essere varia, non deve essere un elenco di cibi buoni e uno di cibi cattivi, la dieta deve essere un limite alla nostra esagerazione, mangiate tutto ma poco(frase fatta lo so, però non sempre le cose scontate sono bugie). Soprattutto non è sano che vi costringa a mangiare cose che detestate. Se avessi adorato la verdura non sarei grasso, non mettermene quintali nella dieta che tanto non ne mangio.
9) 9) Diffidate di un dietologo che non è mai stato grasso in vita sua. Non sa cosa vuol dire dipendere dal cibo. La dipendenza dal cibo è soprattutto psicologica, un bravo dietologo è un amico e un genitore quando serve.
10) 10) Last but not Least, se volete guarire non fate tutto quello che dicono i dietologi, li stampano per essere scassamaroni, non vi autorizzeranno mai una abboffata straordinaria (se lo fanno è un altro indizio di negligenza) perché tanto un bravo dietologo lo sa che ogni tanto ti scapperà, quindi non ti autorizza.
E’ un decalogo approssimativo lo so, tra il serio e il faceto però è la mia esperienza personale che sto raccontando, niente altro, non voglio erigermi a maestro di vita, accolgo solo l’invito della mitica Alexa a riportare la mia storia sperando che possa essere di qualche aiuto.
A proposito dove eravamo rimasti? Ah sì, Porcheddu. Ci litigo perché un vero stronzo e smetto di andare da lui.
Risultato? Da 80 kili guadagnati con fatica (ho persino fatto tutti giorni un ora di nuoto per due settimane e credetemi non ho perso un etto) in poco più di tre mesi nel dicembre 2004 peso 104 kili!!!! Record personale.
Ero una persona orribile davvero, portavo la taglia 54, i jeans di Dolce e Gabbana, che mi erano stati regalati in più occasioni pagati dai 400 euro in su, non mi stavano da mesi. Un mostro. Mi sono iscritto di nuovo in palestra, sono andato un giorno, mi sono cambiato, mi sono ricambiato e me ne sono andato, e non sono più tornato. Intanto la mia pelle sembrava una maggese, smagliature e colorito da malato.
Quando è scattata la molla? Spero non riderete. Ero sul set di un video promozionale (è il mio lavoro) per un ferro per capelli, le scene dimostrative si giravano con delle modelle da un parrucchiere, specchi ovunque. Dovunque mi girassi vedevo la mia pancia, i miei fianchi. Voi direte, ma non li avevi mai visti? Vi riferite per caso a quella volta che il mio caro stra-obeso padre mi disse “Vedi, nella sedia non ci stai nemmeno più!” o tutte quelle volte che mi sedevo a ristorante nell’angolo per coprirmi e mi alzavo di scatto per ultimo? No non me ne ero reso conto davvero, ancora oggi se ci ripenso non ho ricordi di quel periodo, significa che quando non ci piacciamo, non ci riconosciamo. Il rifiuto è totale, la mia mente ha rimosso la mia immagine del mio fisico.
Allora? Dietologa, ancora ma stavolta la scelgo io, vado su Internet e becco la più referenziata, non per sentito dire, voglio quella che è in tutti gli albi nazionali dei dottori, che ha tante lauree quante sono le carte di meredine imboscate nel portariufiuti della mia auto. E così ho fatto, ho preso il nome da Internet e l’ho chiamata, è stata la dietologa, “in tutti i modi in cui un obeso può essere salvato” parafrasando una battuta di Titanic.
E’ stata severa, mi ha messo davanti al mio problema facendomici sbattere la testa, ad ogni controllo mi fa visite approfondite, rivede la mia dieta, è un’amica, è stata una madre, è il mio medico ideale. Mi ha punito quando lo meritavo, mi ha premiato quando lo meritavo. Ex grassa, a 24 anni a deciso di dimagrire… coincidenze della vita.
Il 1° dicembre 2004 è stato il primo giorno della mia nuova vita. Questa volta la mia dietologa, non mi ha raccontato frottole, il primo giorno che mi vide mi disse “quella pancia non la toglierai mai, se punti ad essere perfetto ti ci vorrà un’addominoplastica”. E vi dirò di più, nonostante fosse la più quotata era la meno cara che ho conosciuto. La dieta Iperproteica del netturbino porcheddu mi aveva ucciso il metabolismo, portandomi da 2.200 kalorie (normali per un ragazzo) a 1.700 senza ridurmi la dimensione dello stomaco per cui… fate vobis.
Come è andata questa dieta? Bene. Lo dico con fermezza. Non dico che non ho fatto fatica, sarebbe una balla. A febbraio 2005 pesavo 87 kili, a marzo 80. Ad Agosto…. 73! Più di 30 kili persi in 10 mesi. Cosa ho fatto? Correvo 20 minuti al giorno, non in palestra, mi sono comprato un tapis roulant a rate e me lo sono pure montato da solo. E’ faticoso, certo. Ma quando la dietologa mi diceva “Se ti viene fame vai ai giardini margherita a correre vedrai che ti passa” e io pensavo “Provera scema, se mi andava stavo qua” mi sbagliavo. Fare attività fisica leggera migliora lo stato emotivo, provato. Quando ero triste, correvo, se vedevo la pubblicità del McDonalds, correvo, dopo mi sentivo più sollevato e felice per non aver infranto la dieta.
Ma non sono un eroe, qui cara Alexa ti devo deludere. Ho smesso l’Ectiva due settimane fa. Sì, l’ho preso di tre mesi a intermittenza di 3 sì 1 no 3 sì da marzo 2005. La sibutramina non ti fa sparire la fame, te la placa (è strano dirlo ma la fame è uno stimolo celebrale, quando c’è la senti o credi di sentirla, quando questo stimolo è appannato non lo senti ma hai fame comunque, è un istinto vitale non si può debellare, però l’ectiva di aiuta a non pensare al cibo). L’Ectiva, come il Reductil, contengono la sibutramina, un derivato della serotonina, il principio attivo del Prozac. Sembra che da una sperimentazione sugli antidepressivi sia venuto fuori che la serotonina non solo stabilizzasse l’umore ma facesse anche dimagrire e così è nata la sibutramina. Il suo effetto fisico è l’aumento dei battiti cardiaci e secchezza delle fauci. Io li ho avuti la prima settimana poi non più. L’aumento dei battiti comporta un consumo extra di calorie pari a 150 kalorie al giorno. A me sembravano poche, però poi correndo e vedendo con i miei occhi quanta fatica si fa per smaltire 150 kalorie (per me pari a circa 20 minuti di corsa) capisci che è tanto.
L’Ectiva va preso solo ed esclusivamente su prescrizione medica specialistica, e con un BMI superiore a 27. Sotto è a discrezione del medico, inutile dire che non ho più quel BMI ma l’Ectiva lo prendo comunque e dimagrisco. Non si può prendere per una settimana e basta, è una cura. La prima settima che l’ho preso ho perso 3 kili di GRASSO, non scherzo, massa grassa. Poi ovviamente non è più successo.
Di sicuro prendendolo non ingrasso. La mia dietologa non vuole mai prescrivermelo, perché sono un soggetto a rischio con il mio BMI attuale, ma io riesco a convincerla perché la mia pressione è perfetta da un anno a questa parte non è mai aumentata, ovviamente mi tiene sotto stretto controllo, pronta a toglierlo (non è una criminale e di certo non vuole andare in galera per me).
Ho fatto due visite cardiologiche e sono risultato in ottima salute, il mio elettrocardiogramma è un opera d’arte. Ovvio che non vale lo stesso per tutti, Alexa è una testimonianza che vale quanto la mia, se non di più.
L’Ectiva mi aiutato a superare lo stallo dagli 87 in giù, fase in cui facevo più fatica, il mio corpo si opponeva al dimagrimento (anche questo ha un origine scientifica: il nostro organismo è stato scolpito dall’evoluzione per essere predisposto alla carestia. Un repentino calo di peso e apporto di grassi e calorie viene percepito come un periodo di carestia e allora come difesa il corpo aumenta lo stimolo della fame e i grassi e le calorie immesse vengono messe da parte in previsione di una mancanza imminente. In pratica si ingrassa facendo la dieta. C’è di mezzo anche la teoria dell’equilibrio di insulina prodotta ma non sono la figura più adatta per parlarne anche perché rischierei di dire castronerie)
Veniamo ai giorni nostri. Da dicembre 2005 (un anno esatto) sono in stasi, mi barcameno tra i 74 e i 78 kili, a Natale ho mangiato di ogni e sono ingrassato sei kili. In un mese li ho persi, sudando. E’ la mia nuova vita di regola non regola, è la mia nuova vita di consapevolezza. A luglio mi laureo (siete tutti invitati) per regalo mi hanno chiesto (i miei e il mio fidanzato che nel frattempo è rimasto con me anche se sono stato inguardabile) cosa desiderassi come regalo importante. Io non ci ho pensato due volte: l’addominoplastica e la lipo ai fianchi, per regalo volevo un punto vita. Ovviamente non sapevo a cosa andavo incontro, ma dopo un anno e passa di sacrifici sembravo ancora magro perché mi vestivo con cura, ma la mia pancia era sempre lì, non gonfia, ma flaccida, come un paracadute sgonfio. E i fianchi? Il salvagente con la paperella, insomma sembravo un boiler. Purtroppo ero e sono rimasto pigro per cui correre ti fa perdere peso ma non ti scolpisce, per cui ecco lì gli infissi dell’amore. Mi sono detto “Cazzo li voglio portare pure io i jeans a vita bassa… me lo merito!” così ho cercato pazientemente il nuovo dottore pluriquotato che andasse bene a me e ai miei apprensiosissimi genitori.
Di Zorzetto si è detto il meglio dappertutto, schiere di successi, mi sono detto è lui. Ho fatto il countdown il 23 gennaio 2006 di un mese poi però si è liberato un posto prima, il 16. Mia madre è stata qui una settimana, il mio angelo, credo in Dio perché ho lei. Al lavoro ho detto che ho avuto un ernia ombelicale… troppo da spiegare, non dimentichiamoci che io ho subito (senza facile vittimismo) due discriminazioni, da obeso e da omosessuale, per cui se posso evito ogni discussione in merito su entrambi i fronti, siamo soli in trincea con scorte di cibo in abbondanza e una vita privata da portare avanti visto che tutti abbiamo diritto alla nostra fetta della torta della felicità e io voglio averla, tanto più che le torte mi piacciono anche.
Arrivo alla fine di queste lunghe pagine…. Oggi è il 23 Febbraio 2006, è passata una settimana dall’intervento, ieri sera stavo uno schifo pronto a prendere a calci Zorzy, ma stamattina ero un fiore… ero più sgonfio e la lipo mi faceva meno male del solito. Alle 17.30 arrivo in studio, lui si presenta imbacuccato in divisa da lavoro (secondo me stava operando, c’era pure una specie di pornostar che si era rifatte le tette in sala d’attesa), mi fa accomodare, ho visto tutti e 365 i santi del calendario farmi la Hola quando mi ha strappato le bende adesive e con mia grossa sorpresa, la pancia non c’era più al suo posto una cicitura raccapricciante, i lividi della lipo non c’erano, l’ombelico è un po’ più alto del suo posto, ma giusto un filo, i lembi di pelle ricuciti hanno due tonalità diverse… ovvio c’erano quasi 30 cm di pelle smagliata a fare da raccordo cromatico.
Sono molto gonfio sui fianchi, a detta sua ci vorranno sei mesi per riassestare tutto però procede bene e per questo non mi ha rifasciato, devo portare una pancera stretta per evitare l’accumulo di liquidi. Per adesso è anche comoda, mi fa stare con la schiena dritta che non guasta visto che la panza me l’aveva fatta incurvare.
E la panza? Spero ci abbiano sfamato tutte le salamandre del WWF, non ne sento la mancanza, è andata in un posto migliore, pace all’animaccia sua. La mia sfida sarà non ringrassare, ma state pur certi che non succederà.
Prima di concludere tiriamo le fila della mia storia che ho lasciato in sospeso:
Il mio rapporto con il McDonald’s – Pessimo, non riesco a liberarmene. Il segreto? Non ci passo davanti, faccio giri più lunghi ed estenuanti. Se per sbaglio ci passo, chiamo un amica, così mi distraggo un po’… se non ho soldi nel cellulare, ci entro. E mangio. Meno, direte voi. Macchè! Sempre lo stesso un McBecon Menù Maxi con Coca Light (fa ridere lo so) un McCicken solo panino e la promozione del giorno che siano crocchette o bastoncini. Non ha senso andare e mangiare un insalata che per inciso sono più grasse di un panino.
Da quando vado dalla mia nuova dietologa ho sempre in tasca unatovaglietta del McDOnalds, quella che mettono sotto i vassoi. Se la voltate, c’è una noiosissima tabella con le calorie di tutto. E’ molto istruttiva. Fate un calcolo di quello che state mangiando e in base al vostro metabolismo mangiate il resto della giornata, praticamente niente. La dietologa ovviamente non approva, quella roba è straricca di zuccheri e grassi insaturi e le 1700 calorie di una dieta bilanciata, non sono le stesse di una 1700 calorie da Mc (che non sono così tante i mie calcoli si assestano intorno alle mille…) ma che cazzo, quanno ce vò ce vo.
Il mio rapporto con le verdure – Pessimo. Non ne mangio. Come sono dimagrito? Sforzandomi di mangiare quelle che mangio, insalata, carote, finocchi (niente battute) cetrioli, broccoli (pochi e solo nel risotto). Basta, niente di più. Tutte crude ovviamente. La zucca anche, ma solo nel risotto. E le altre? Posso capire gli spinaci e i carciofi ma le zucchine? I cavoli? I pomodori? Li odio. Mai mangiati e mai li mangerò. Ieri sera ancora mia madre mi ha fatto la frittata con le zucchine, mo mo vomitavo.
Trucchi e consigli – Ho parlato tanto, di me soprattutto, ma questa dopotutto è la mia storia. La mia vera svolta è stata il calcolo delle calorie. Di natura sono molto razionale e la teoria del calcolo lo è: consumi 1700 calorie al giorno, se mangi per 2000, le 300 in più vanno in deposito. Logica spicciola. Se mangi per 1700 non dimagrisci. Che si fa? Si mangia per meno di 1700 se ci riesci e aggiungi 20 minuti di corsa al giorno per 6 giorni, arrivi a 2200 kalorie, quelle 500 in più le prendi dal grasso che hai. Mi soddisfa come cosa, ha funzionato, per me vale. So che spuntano qua e là molti detrattori del calcolo, ma io ci credo.
- Ho imparato a leggere le etichette, che prima ignoravo. Adesso so sempre quanto mangio, mica con precisione! All’incirca, saperlo fa bene. Ti da la regola. Sfatare i miti mi ha aiutato molto. Ad esempio quello della margheritina che ti fai ed è come un piatto di pasta, che sarà mai è pomodoro e mozzarella, 900 kalorie buone buone, mettici pure la rucola o l’uovo, o il prosciutto, non è quello che la appesantisce, è l’olio.
- Bevete Coca Light se avete sete. Io manco so cos’è la vera Coca cola, non mi piace più, quella light… non ha calorie. Se leggete il retro delle tovagliette del Mc, c’è scritto: una coca grande= 200 kalorie!!!! Una coca light grande=0,03 calorie!!!! Niente. E’ vero è un po’ più aspra della normale ma per 200 calorie in meno berrei olio di ricino.
- Le dietorelle sono un altro trucco per il palato, non hanno calorie (una credo) però sono dolci. Mi raccomado quelle rettangolari gommose alla frutta. Niente toffee, caffè o cioccolato.
- Pesatevi tutti i santi giorni, anche se non vi va. (so che molti lo fanno quindi è un consiglio a vuoto).
- Con me ha funzionato il controllo. Quindi vado dalla mia dietologa una volta a settimana da più di un anno, ti credo che mi diventa amica, la vedo più dei miei amici. Pago 25 euro ogni controllo, la sua cifra standard è 57 euro ogni tre settimane, in ogni caso ci guadagna e per me tirare fuori 25 euro a settimana è meno peso che 57 tutte in una volta e preferisco avere il fiato sul collo. Ecco una mia debolezza, tra le altre, è che devo essere seguito. Per crescere bisogna ammettere le proprie debolezze e non essere eroi con se stessi, se il tuo limite è che hai bisogno di controllo costante come un marmocchio, fallo. Mi sono detto.
Ultima cosa che non ho detto. La dipendenza psicologica da un qualcosa: funziona come valvola di sfogo in caso di depressioni momentanee. Io non bevo alcolici, non fumo, non faccio uso di droghe e non bevo nemmeno caffè. Non è una scelta da salutista, avrete ampiamente capito che non lo sono, semplicemente ho la fortuna che queste cose non mi piacciono. I pro sono innumerevoli, ma i contro anche: quando sono depresso non posso rilassarmi con una sigaretta, non posso affogare i dispiaceri nell’alcol e nei momenti di impegno mentale non posso contare sulla caffeina del caffè (ma se serve mi scolo 3 redbull, ecco il trucco dell’ultima ora, le redbull sono energy drink abbastanza calorici ma molto più efficaci del caffè. Chi studia sa quanto è difficile mantenere la concentrazione. A me capita di fare nottate al Blockbuster – lavoro anche lì – per l’inventario, non c’è niente di meglio che un energy drink per stare svegli. Se devi scegliere tra 10 caffè zuccherati, o un grappino, il male minore è la red bull. Aumenta la soglia di concentrazione, la recettività e i migliora i riflessi e non è alcolico e poi ha anche un buon sapore, a me piace.
Di conseguenza la mia valvola di sfogo è sempre stata il cibo: e ne ho pagato le conseguenze.
- Quando ho smesso di mangiare ero nervoso. Che si fa? Shopping. Lo shopping fa passare il desiderio di attenzioni, impiega il tempo movendosi e girando. Svuota il portafogli, ma è sempre meglio che spenderli poi dalla dietologa. Se non ve la sentite andate al cinema, da soli agli spettacoli pomeridiani, a guardare film che fanno ridere o belle storie d’amore. Ma la chiave vincente è lo shopping di vestiti. Parliamoci chiaro, mica uno deve fare shopping solo da Armani! Io ho un fondo depressione (una carta di credito ricaricabile con una mia foto figa sopra) quando sono depresso mi compro qualcosa, anche sono una maglietta, provata tre mille (che ti impegna tempo e ti coccola). Ci sono un sacco di posti dove si risparmia e si compra roba carina. Qua a Bologna c’è Terranova e Alcott per l’uomo, per le donne ho visto cose fichissime da Zara, Etham oltre che Alcott e Terranova. Se spendi 20 euro per una cosa che ti sta da Dio ti gratifica perché magari ti accorgi di quel chiletto che hai perso che con le tue solite cose sformate non notavi. Consiglio dell’ultima ora, partite da taglie basse, io porto la M ora, spesso però mi va la L. Ma io parto con la M. Se mi va stretta mi posso dire, “e che cavolo è una M, portavo la XXL! Sarà sempre meglio una L”. Passato un mese torno a fare shopping e siete tutti avvertiti, si parte da una XS!.
- Ultimo trucco che per me ha fatto miracoli. Dovete avere un’immagine patinata di voi stessi. Fa miracoli per l’autostima. Qui sotto vi metto la mia, in cui ho inserito come ero a settembre 2004 e come ero a giugno 2005 :
Come si fa ad odiarsi con una foto cosi? Ecco io questa foto ce l’ho sulla carta di credito (senza il prima, il montaggio è un’esclusiva per Alexa). Non sembro la stessa persona, però sono io. Ovvio non è che la mattina mi sveglio così, però se mi impegno posso essere così, mi basta. Considerate che dalla foto del prima sono ingrassato altri 7-8 kili prima del 1°dicembre 2004 (104). E dalla foto del dopo (77) ora non ho la pancia e peso 74, ma dovrebbero essere tutti liquidi, eliminati quelli peserò finalmente 68 kili, e poi che la Heidi Klum venga da me a dirmi che sono grasso, allora si che dopo che avrò finito con lei, sfilerà solo sulle passerelle per alta moda per disabili. Concludendo fatevi una foto figa, e memorizzatela. Voi siete così.
La vita è una sfida continua, contro il mondo che ci vuole sempre più omologati, contro l’amore che ci fa soffrire ma ci fa stare anche bene, contro la nostra famiglia che spesso crediamo di deludere ma della quale agognamo l’approvazione, una sfida contro gli altri che ci vedono sempre per quello che non siamo. Ma soprattutto la vita è una sfida contro noi stessi, per conoscerci, per amarci e superarci. La vita è una lotta continua, non c’è spazio per i deboli e per chi si arrende alla prima delusione. Il nostro dovere nei confronti di ci ce l’ha data e in primis verso noi stessi, dobbiamo conservarla e se ci scappa magari anche godercela al massimo ma accontentandoci; perché se la grande felicità non esiste, ci si può accontentare delle briciole sparse ovunque e a portata di mano tutti i giorni e chi non riconosce che 1000 briciole di torta fanno una fetta… non sa cosa vuol dire mangiare i dolci.
Grazie per l’attenzione
Fabio